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Le origini
Secondo la tradizione fu Mikao Usui, nato in Giappone nel 1865, che dopo anni di faticose ricerche scoprì quello che lui definì il segreto del benessere chiamandolo Reiki. Nel corso della sua vita trasmise i suoi insegnamenti ad oltre duemila persone e iniziò 17 Maestri. Se fino a qualche anno fa esistevano solo vaghe informazioni sulla vita di Usui, recentemente sono emerse importanti prove documentali e testimonianze della sua esistenza. Le iscrizioni sul suo monumento funerario, il ritrovamento di un personale manuale di appunti, il graduale superamento di reticenze nei confronti degli occidentali da parte dei depositari dei suoi insegnamenti, hanno delineato una figura più nitida della vita e delle opere di Usui Sensei. Un anno dopo la sua morte, avvenuta nel 1926, venne fondata la Reiki Ryoho Gakkai, l'organizzazione che si è occupata di mantenere e trasmettere gli insegnamenti originali di Usui. Da allora ci sono stati 6 presidenti: Ushida, Taketomi, Watanabe, Wanami, Kimiko Koyama e l'attuale Presidente Kondo.
Per quanto riguarda la diffusione del Reiki in Occidente, occorre risalire all'incontro di Usui con Chujiro Hayashi, ufficiale di marina in congedo, che avvenne, sempre secondo la tradizione, in uno dei mercati in cui Usui vagava con una lanterna in mano alla ricerca di uomini interessati alla sua verità. Hayashi fu immediatamente affascinato dalla saggezza e profonda convinzione di Usui e decise di seguirlo e diventare a sua volta Maestro. Morì il 10 maggio 1940. Hawayo Takata conobbe Hayashi alle Hawaii nel novembre del 1936 e qualche anno più tardi divenne Maestra. Fu proprio lei a portare il Reiki nel mondo occidentale quando si trasferì in California. Era nata il 24 dicembre 1900 e morì nel 1980, lasciando 22 Maestri di Reiki, molti dei quali americani: George Araki, Dorothy Baba, Ursula Baylow, Rick Bockner, Patricia Bowling, Barbara Brown, Fran Brown, Phyllis Furumoto, Beth Gray, John Gray, Iris Ishikuro, Harry Kuboi, Ethel Lombardi, Barbara McCullough, Mary McFayden, Paul Mitchell, Bethel Phaigh, Shinobu Saito, Virginia Samdahl, Wanja Twan, Barbara Weber Ray, Kay Yamashita. Da questi Maestri ebbe origine il Reiki occidentale. In meno di 20 anni Reiki si è diffuso in tutto il mondo.
Ciò che si conosce della tradizione occidentale del Reiki sembra essere fondamentalmente il frutto e l'evoluzione degli insegnamenti di Hawayo Takata ai suoi studenti americani. Fra questi Phyillis Furumoto e Paul Mitchell sono stati nominati rispettivamente Grand Master e Head of the Discipline dalla Reiki Alliance, l'organizzazione americana per la diffusione e la tutela del Metodo Usui. Fran Brown ha pubblicato diversi libri contenenti gli insegnamenti originali di Takata. Barbara Ray ha fondato l'A.I.R.A., American International Reiki Association. Le recenti scoperte sul Reiki Giapponese vanno attribuite a Frank Arjava Petter, che ha scritto numerosi testi sull'argomento (Reiki Fire, The Legacy of Usui) e in italiano La Vera Storia del Reiki di cui è coautore con Dario Canil a Hiroshi Doi che ha pubblicato il libro Iyashi no Gendai Reikiho (Modern Reiki Method for Healing) e a Andrew Bowling e Chris Marsh che stanno diffondendo anche in occidente gli insegnamenti originali di Usui con il nome di Usui Teate. Esistono altre forme di insegnamento che si rifanno alla linea giapponese, come l'Usui Do e il Japanese Traditional Reiki.
Nel Tempio Saihoji che si trova nel Distretto Suginami di Tokyo esiste un monumento commemorativo di Usui Sensei, costituito da un monolito collocato vicino alla tomba contenente le ceneri di Usui, della moglie e del figlio. Contiene iscrizioni firmate dal Signor Ushida che parlano della vita di Usui e di come i principi di Reiki provengano dagli scritti dell'imperatore Meiji. Il memoriale fu costruito pochi mesi dopo la morte di Usui e mantenuto fino ad oggi dalla Usui Shiki Reiki Ryoho Gakkai Giapponese. Il testo è il seguente:
Colui che si dedica con impegno allo studio e alla meditazione e lavora instancabilmente per migliorare il corpo e la mente allo scopo di diventare una persona migliore è chiamato un uomo dalla grande anima. Coloro che utilizzano questo dono per scopi sociali, ovvero indicare la retta via a molte persone e operare per il bene comune, sono chiamati maestri. Usui era uno di questi maestri. Egli insegnò il Reiki Universale. Innumerevoli persone andarono da lui e gli chiesero di insegnare loro la grande via del Reiki
Secondo antichi documenti nel 770 d.C. un monaco di nome Gantei scalò il monte Kurama e ricevette l'illuminazione. Egli vi fondò un monastero Buddhista che attraverso i secoli fu ampliato e che attualmente contiene numerosi templi e pagode. In uno di questi esiste un santuario con la rappresentazione del Sonten, il Dio Supremo, e della sua triplice emanazione di Amore, Luce e Potere. Da immagini e fotografie risulta chiaro che il simbolo dell'Amore è molto simile al 2° simbolo del Reiki, il simbolo della Luce è in Sanscrito e il simbolo del Potere è una antica versione del simbolo OM. Negli scritti conservati nel Tempio del Monte Kurama il significato di Sonten è espresso usando il quarto simbolo del Reiki, che è scritto e pronunciato in Giapponese Kanji e viene normalmente cantato dai monaci durante la preghiera nel Tempio Hondon.
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[modifica] L'ideogramma tradizionale del Reiki
Il modo più semplice e affascinante per comprendere il significato dell'ideogramma Reiki è tracciarlo secondo i principi dello Shodo, l'arte della calligrafia giapponese.
Reiki è una parola giapponese che significa Energia Vitale Universale e nasce dall'unione di due concetti:
Rei che possiamo definire come Forza Spirituale e che contiene gli ideogrammi che in giapponese significano Pioggia , Bocche e Fare sacrifici.
KI che è un concetto fondamentale nella medicina tradizionale cinese e nelle arti marziali e che possiamo tradurre come Energia che scorre nel Corpo o Forza Interiore. Qui ritroviamo l'ideogramma che rappresenta la pioggia insieme ad un altro che significa Chicco di Riso.
L'unione di REI e KI dà origine alla parola Reiki, che viene utilizzata per definire sia la disciplina o la pratica che l'energia utilizzata.
[modifica] Che cos'è secondo chi lo pratica
Il Reiki è definito dai suoi cultori il metodo di guarigione naturale del dott. Usui, originato in Giappone da Mikao Usui Sensei e introdotto in Occidente dalla signora Hawayo Takata. Si tratta di una disciplina mente-corpo che si occupa del riequilibrio energetico e della guarigione fisica e mentale di chi lo pratica, ma rappresenta anche un percorso di crescita personale e di evoluzione spirituale. Il Reiki nella sua sostanza è una disciplina semplicissima: appoggiare le mani e lasciar fluire liberamente l'energia di guarigione con cui siamo stati messi in contatto da un Maestro dopo l'iniziazione. Nessuna sovrastruttura, nessuna ritualità inutile, nessun bisogno di esserci portati o di dover possedere poteri o altro, nessuna necessità di aderire o di rinnegare le proprie credenze religiose, etiche o politiche, ma una connessione diretta con l' energia vitale universale, una connessione che si sperimenta immediatamente e chiaramente attraverso i nostri sensi (tatto soprattutto, ma anche vista, udito e odorato) dopo aver preso la prima iniziazione di Reiki. Le iniziazioni vengono date durante un seminario, che in genere dura tre giorni. Il Maestro mediante un semplice rituale, riapre i canali nei quali scorre l'energia, rimuove una serie di blocchi energetici che impediscono uno scorrimento libero dell'energia e mette in contatto l'energia personale dello studente (Ki) con l'energia universale, (Rei) solitamente mediante una iniziazione divisa in quattro fasi nell'arco di tre giorni. Quando i blocchi energetici vengono rimossi, nella persona iniziata avvengono una serie di processi naturali che la armonizzano favorendo il suo sviluppo spirituale ben correlato con la sua realtà materiale. Già dalla prima fase del seminario lo studente di Reiki riesce a percepire l'energia che fuoriesce dalle mani, con diverse sensazioni a seconda della persona stessa, e può percepire il livello energetico, eventuali dolori o disturbi della persona che sta trattando, nonché sensazioni, intuizioni, perfino visualizzazioni. Una volta concluso il seminario di 1° livello, lo studente di Reiki, per tutta la vita, sia che continui a praticarlo regolarmente, sia che smetta e ricominci, avrà la possibilità di canalizzare energia di guarigione. Quando vuole ricominciare basta riappoggiare le mani e l'energia fluirà liberamente. Una volta aperti i canali energetici non si richiudono più e la connessione con l'energia universale rimane attiva per tutta la vita (c'è chi sostiene anche di più). La bellezza del Reiki sta proprio in questa estrema semplicità: il Reiki, per chi lo pratica, funziona subito.
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[modifica] Cosa il Reiki "è"
Reiki è un metodo naturale molto potente che sblocca il flusso interno di energia vitale.
Reiki è un processo evolutivo che promuove e facilita il giusto atteggiamento nei confronti dei normali eventi che accadono nella vita di ognuno.
Reiki è sempre disponibile. Una volta attivati all'energia Reiki, lo sarete per tutta la vita.
Reiki è sicuro da usare in qualunque momento, ovunque, in qualunque situazione.
Reiki è facile da usare.
Reiki è un'esperienza individuale.
Reiki ristabilisce ed equilibra l'energia naturale.
Reiki previene i disturbi, mantenendo un senso di benessere generale ed assiste durante il processo di guarigione.
Reiki è un potente mezzo per lo sviluppo personale, anche spirituale.
Reiki è per se stessi e per tutte le persone/cose vive che ci circondano, e che desiderano avere una condotta di vita migliore.
Reiki è un ottimo coadiuvante di molte cure mediche.
Reiki è un metodo di benessere naturale completamente autonomo. Si completa da sé, tuttavia si muove in sinergia con altri tipi di cura.
Reiki è un'energia trascendentale. Lavora sul livello fisico, mentale, emozionale e spirituale.
Reiki corrisponde ai 4 elementi: energia della Terra/fisica, dell'Acqua/emozionale, dell'Aria/ mentale e del Fuoco/spirituale.
Reiki è energia che si sviluppa a spirale, in senso antiorario.
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[modifica] Cosa il Reiki "non è"
Reiki non è difficile da usare.
Reiki non è una religione o un culto.
Reiki non è un dogma o una dottrina specifica.
Reiki non è un "toccare-con-mano"; funziona sia che ci crediate o meno.
Reiki non è una forma di ipnosi, autosuggestione o controllo della mente.
Reiki non è guarigione psichica o chirurgia psichica.
Reiki non è una tecnica di massaggio.
Reiki non è da usare solo quando siete malati.
Reiki non è immaginazione o pensiero positivo.
Reiki non è canalizzazione di informazioni (channelling).
Reiki non è destinato ad una ristretta cerchia di persone accuratamente selezionate.
Reiki non può essere insegnato da chiunque (occorre rivolgersi ad un Master).
L'insegnamento del Reiki non è circoscritto ad una sola organizzazione.
Reiki non è le frasi "Io ti do Reiki" "Io ti faccio del Reiki": l'unica cosa che diamo è la nostra disponibilità come canali.
Reiki non può essere usato per danneggiare, manipolare o controllare qualcuno o qualcosa.
[modifica] I principi del Reiki
Il metodo segreto per invitare la fortuna (coltivare la presenza). Medicina spirituale di molte malattie.
proprio oggi non ti arrabbiare,
proprio oggi non ti preoccupare.
sii grato;
lavora sodo su di te;
sii gentile verso ogni essere vivente.
Alla mattina ed alla sera, con le mani giunte in preghiera,
pensa questo nella tua mente, canta questo con la tua bocca.
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[modifica] Benefici che apporterebbe il Reiki
Il Reiki stimola vitalità e difese naturali dell'organismo. La persona che riceve il trattamento tende quindi a liberarsi in modo spontaneo di tutto ciò che ne ostacola il naturale stato di salute. Un profondo rilassamento psicofisico, una sensazione di benessere globale, una maggiore energia nell'affrontare la vita, gioia e buonumore sono normalmente le reazioni immediate che seguono il trattamento. Tuttavia il soggetto può talvolta andare incontro a quel fenomeno noto come crisi di guarigione, un momento di autodepurazione dell'organismo in cui i sintomi sembrano peggiorare in un primo tempo per poi sparire del tutto. Al di là di ciò, gli effetti del Reiki dipendono essenzialmente dalle condizioni di partenza di chi riceve e dal motivo che lo ha spinto a farne uso. È sempre molto difficile prevedere l'effetto che l'applicazione del Reiki potrà avere, anche perché non si fanno mai diagnosi: nel Reiki ci si limita a fornire aiuto; è il Reiki a fluire là dove ce n'è bisogno, spontaneamente, trattando sempre, quando è possibile, l'intero corpo.
Quello che accade con il Reiki è che attraverso il trattamento o l'iniziazione si inverte il processo della malattia. Il corpo viene nutrito di nuova energia che libera i blocchi e riporta alla consapevolezza le cause della sofferenza. Si chiama processo di guarigione il continuo e progressivo afflusso di informazioni, sotto forma di sentimenti, situazioni, ricordi, pensieri che affluisce dal corpo agli strati superiori della coscienza. Il Reiki agisce in modo naturale, nel rispetto dell'interezza dell'individuo ricerca la causa prima che ha determinato l'insorgere della malattia. Chi vuole guarire deve essere disposto a guardare il film della sua vita e ricercare con onestà e chiarezza tutti i "vuoti di amore" e cominciare a riempirli con le proprie mani. L'adulto deve fare pace con se stesso e gli altri e smettere di colpevolizzare o fare la vittima, smettere di giudicare, di ferire, di odiare se stesso e gli altri, smettere di chiudere la propria vita in un personaggio che fa o dice esattamente ciò che ci si aspetta da lui. Migliorare significa imparare ad amarsi, a onorarsi, a rispettarsi.
Porta benessere, eliminando l'effetto dello squilibrio energetico.
Non è in conflitto con nessun credo di carattere religioso.
È un metodo di benessere alternativo e naturale.
Può essere praticato assieme ad altri metodi.
Minimizza il senso di impotenza quando si affronta una situazione di crisi.
Rilascia lo stress accumulato durante il giorno.
Dura una vita.
Promuove ed aumenta le buone qualità di un individuo: amore, interessamento, crescita personale, senso di pietà, fiducia, compassione, benevolenza, pace e serenità.
E un'energia intelligente che va dove ce n'è maggior bisogno.
Comincia a fluire non appena si tocca qualcuno o qualcosa, è sempre acceso.
Non interferisce con i trattamenti medici; chi lo pratica ritiene che rafforzi la qualità dei farmaci, acceleri il processo di guarigione e riduca l'esigenza di antidolorifici.
Osservazioni effettuate in cliniche americane, svizzere e giapponesi riportano che il Reiki:
accelera il processo di cicatrizzazione
abbassa la pressione sanguigna
è un efficace coadiuvante nella terapia del dolore
è complementare ad altri trattamenti medici
minimizza gli effetti collaterali delle cure allopatiche convenzionali
sollecita l'auto-guarigione naturale
ripristina l'armonia psichica e il benessere spirituale
equilibra la nostra riserva di energia
regolarizza la circolazione energetica in tutto il corpo
allevia il dolore
induce un profondo rilassamento
riattiva il sistema endocrino, rivitalizza il sistema nervoso e rafforza il sistema immunitario
riduce lo stress
[modifica] Come agisce il Reiki
In realtà nessuno lo sa di preciso. Alcuni dichiarano che il Reiki attivi la linea del hara. Altri credono che apra i chakra. Altri che ricolleghi l'individuo all'energia divina. Una possibile spiegazione è quella che segue.
Siamo vivi quando l'energia vitale scorre nel nostro corpo. Questa energia fluisce all'interno del nostro corpo fisico (attraverso chakra e meridiani o nadi) e nel campo energetico che circonda il corpo denominato aura. L'energia vitale nutre tutti gli organi e le cellule del corpo, permettendo le loro molteplici funzioni. Quando il flusso si interrompe, può causare una diminuzione nella funzionalità di uno o più organi e tessuti del corpo fisico. L'energia vitale è influenzabile dai nostri pensieri e sensazioni. Si interrompe quando formuliamo, consciamente od inconsciamente, pensieri negativi, in quanto si fissano sul nostro campo energetico (aura) causando un'interruzione al normale flusso di energia vitale. Ciò diminuisce la funzionalità degli organi e delle cellule del corpo fisico. Il Reiki aiuterebbe attraversando le parti interessate della nostra aura, caricandole di energia positiva, innalzando così il livello vibratorio all'interno ed intorno al corpo fisico, dove sono bloccati i pensieri negativi. Ciò produce una rottura nel pensiero negativo attaccato alla nostra aura e ne provoca la caduta, eliminandolo. In questo modo il Reiki pulisce il percorso energetico, permettendo alla forza vitale di scorrere nel corpo fisico in modo sano e naturale, con conseguenze positive anche per la nostra aura. In poche parole il discorso consiste nell'aiutare la persona a portare quanto più possibile a livello conscio quei meccanismi quantici di intelligenza che hanno prodotto la malattia e a correggerli con scelte positive, fino a prendersi indietro la responsabilità di aver creato il sintomo. Non a livello conscio, ma è l'intelligenza quantica della persona a dirigere il Reiki dove è più urgente e necessario. I trattamenti causano spesso una presa di coscienza emozionale.
Il Reiki è un metodo per la salute naturale che agisce sull'essere nella sua interezza, ossia sul piano fisico, mentale, emotivo e spirituale. Ristabilisce l'equilibrio del corpo e della mente; ci apre il cammino verso l'armonia con noi stessi, con gli altri e con tutto ciò che ci circonda; rispetta l'integrità dell'essere umano così come la sua libertà di scelta. Qualunque disturbo fisico e qualunque problema dell'esistenza hanno una ragione di esistere, che occorre comprendere se si vuole liberarsene. Il Reiki favorisce la fiducia in se stessi, aiutandoci a essere più sereni e ottimisti.
[modifica] Reiki e Chakra
I chakra non facevano parte degli insegnamenti originali del Reiki, ma sono stati aggiunti successivamente ai vari stili che sono nati in America nella metà degli anni '80.
Molti Masters, sia tradizionali che non tradizionali, insegnano i chakra come componente importante del sistema Reiki. Alcune scuole non tradizionali indipendenti insegnano anche tecniche particolari quali l'apertura e la chiusura dei chakra, se il "vortice" gira in senso orario piuttosto che in senso antiorario e che cosa significa. Vi sono opinioni discordanti in tal senso e sui colori attribuiti ai vari chakra.
Altri Masters usano pratiche New Age e pendoli per determinare "la rotazione" di un chakra, o come oracoli per stabilire se un chakra "è ostruito" o fluisce liberamente. Vista la centratura comunque con il quarto chakra (chakra del cuore), si puo' anche affermare che ci si sintonizza con una particolare frequenza di equilibrio tra cielo (settimo chakra) e terra (primo chakra).
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[modifica] Che cosa trattare
Il Reiki nella sua lunga storia di utilizzo è stato usato nel trattamento di praticamente tutte le malattie e disturbi conosciuti. Quando affiancato ad altre terapie naturali ed allopatiche, ne migliorerebbe l'efficacia.
Il Reiki secondo chi lo pratica avrebbe l'effetto di migliorare i risultati del trattamento medico globale, agendo in modo da ridurre gli effetti collaterali di eventuali farmaci, ridurre il tempo del trattamento, ridurre o eliminare il dolore, ridurre lo sforzo e contribuire ad aumentare un senso generale di ottimismo, che gioverà alla cura nel suo complesso.
[modifica] Il significato dei colori nel Reiki
Rosso: dona energia a tutto il sistema nervoso; stimola i sensi e aiuta il buon funzionamento del sistema circolatorio
Arancio: favorisce il buon funzionamento di tiroide e stomaco, rinsalda le ossa e irrobustisce i polmoni
Giallo limone: porta energia a tutto il corpo fisico ed al cervello; pulisce i polmoni e stimola la capacità di auto-guarigione dell'organismo
Verde: favorisce il buon funzionamento della ghiandola pituitaria e combatte i germi; dona equilibrio al rapporto tra corpo e mente
Turchese: allevia i dolori delle bruciature e ne favorisce una veloce guarigione
Blu: combatte la febbre e le infiammazioni in genere; stimola la ghiandola pineale
Indaco: ha un effetto sedativo, allevia la depressione; favorisce la guarigione degli ascessi
Viola: stimola il funzionamento del fegato
Porpora: ha un effetto calmante: abbassa la pressione sanguigna, la temperatura corporea e la velocità dei battiti cardiaci
Rosso scarlatto: stimola i reni e le ghiandole surrenali, fa aumentare la pressione sanguigna.
[modifica] Il Reiki e le discipline terapeutiche alternative
Il Reiki può essere abbinato alla medicina tradizionale ma convive meglio con le medicine alternative che tengono in considerazione la salute della persona da un punto di vista olistico quali Omeopatia, i Fiori di Bach, Aromaterapia, Aurasoma, Medicina Ayurvedica e Fitoterapia, ancor più in armonia con la Cristalloterapia: non è infrequente il caso di persone che dopo avere ricevuto l'attivazione al 1° livello di Reiki cominciano a sentirsi attratti in maniera irresistibile dai cristalli, fino ad iniziare lo studio delle loro qualità terapeutiche e del loro uso.
[modifica] La malattia vista dal Reiki
Il Reiki vede la malattia secondo sei leggi principali:
Prima legge: Consapevolezza - Il Sintomo è il conflitto reso visibile.
Seconda Legge: Responsabilità - La Causa è sempre dentro.
Terza Legge: Verità - Il Sintomo rende l'uomo autentico.
Quarta Legge: Purificazione - Il Sintomo è la manifestazione dell'Ombra.
Quinta Legge: Crescita spirituale - La malattia è la via della guarigione.
Sesta Legge: Crescita interiore - Il dolore indica la distanza da se stessi.
Secondo il punto di vista della medicina naturale e spirituale la malattia non è una semplice disfunzione fisiologica dovuta a cause esterne bensì una chiara manifestazione di un disagio interiore. Virus, incidenti, alimentazione, eventi atmosferici, situazioni ambientali, possono contribuire alla prevalenza di una patologia rispetto ad un'altra, ma non si può prescindere dal fatto che è sempre responsabilità dell'individuo trovarsi in una determinata situazione. L'evento esterno può al massimo partecipare come concausa nella produzione di uno specifico sintomo, ma il conflitto nasce sempre nella psiche dell'individuo. Il dolore è l'informazione preposta alla conservazione della vita. Come quando metto la mano sul fuoco è la sensazione dolorifica che mi costringe a toglierla, così anche in tutti gli altri casi quando la mia condotta danneggia l'organismo si produce l'evento patologico. Il dolore che quasi sempre accompagna la malattia ha la funzione di risvegliarci dal sonno della nostra incoscienza. Il dolore di un abbandono, di un tradimento, di un fallimento mi costringe ad aprire gli occhi su quello che non potevo o volevo vedere. Mettendomi in contatto con la verità, per quanto sgradevole possa essere, è sempre il dolore che contribuisce alla mia crescita personale, alla presa di coscienza e di responsabilità per le mie azioni e quindi mi guida verso me stesso. Quando provo dolore, sia fisico che emotivo, mentale o spirituale, significa che mi sono allontanato da me stesso o sono in contatto con situazioni che non mi piacciono e non mi fanno bene. Quando devo separarmi da una persona amata, provo dolore. Nello stesso modo noi soffriamo quando siamo lontani da noi stessi, quando ci tradiamo o ci abbandoniamo. Si usano infatti spesso espressioni come "mi rode il fegato" oppure "mi sono fatto un fegato marcio", "verde dall'invidia", "livido per la rabbia".
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[modifica] Malattia e squilibrio
Quando l'energia vitale non fluisce regolarmente all'interno del corpo umano seguendo il giusto ritmo, si parla di squilibrio energetico. La funzione principale del Reiki è quella di ristabilire questo equilibrio, e di permettere alla salute, alla vitalità ed alla felicità di manifestarsi liberamente. Forse uno dei modi più semplici per ristabilire l'equilibrio del corpo e della mente è quello di coltivare costantemente un sentimento di speranza e di gioia in ogni momento della giornata. Le emozioni positive come la felicità, il buon umore, l'amore, la pietà, la tranquillità e l'appagamento sono qualità energetiche molto pure. Quando provate queste emozioni, state generando energia positiva. Le emozioni negative come la preoccupazione, la paura, il terrore, l'avversione, la rabbia, l'avidità, la bramosia, l'invidia sono energie molto dense e pesanti che richiedono grandi quantitativi di energia e di lavoro per circolare e sostenersi, tendendo ad infettare le altre persone con le quali vengono in contatto (come fanno anche le emozioni positive). Quando vi trattenete in un luogo saturo di negatività, accuserete qualche disturbo. La manifestazione più sicura della negatività prolungata è la malattia. Ecco dove il Reiki esprime tutta la sua efficienza. Comincia ristabilendo la pace e l'equilibrio nella mente e nel corpo. Coloro che ricevono un trattamento Reiki segnalano principalmente sensazioni di calma ritrovata, soddisfazione, rilassamento profondo e pace. Questo è la condizione ottimale dell'essere umano, ed è la prima sensazione che si ha quando si viene al mondo. Il benessere avviene quando raggiungiamo questo stato di soddisfazione e rilassamento, e la salute fisica/mentale/emozionale/spirituale si mantiene meglio tanto più riusciamo a conservare questo stato.
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[modifica] Controindicazioni
Ci sono alcune situazioni in cui veniva sconsigliato il trattamento Reiki:
Durante il sesto mese di gravidanza occorre usare cautela perché, dato che il feto percepisce la nuova fonte di energia proveniente dalle mani dell'operatore posate sulla pancia e tende a girarsi verso di essa, c'è un rischio che il feto si giri podalico o si attorcigli il cordone ombelicale in modo pericoloso. Tuttavia sono molti i bambini podalici fatti girare con il Reiki, sotto assistenza medica/ecografica.
In caso di frattura, quando ancora l'osso non è stato visitato da un medico, non è consigliabile iniziare subito il trattamento con il Reiki poiché il processo di guarigione dell'osso potrebbe cominciare prima che lo stesso venga collocato nella sua giusta sede
Evitare di effettuare trattamenti durante un'operazione chirurgica, per non annullare l'effetto dell'anestesia (il Reiki ha un potente ed immediato effetto contro i veleni) svegliando in anticipo il paziente.
In realtà, essendo il Reiki un'energia intelligente, non ci sono controindicazioni: il Reiki sa come deve agire, quindi non può causare danni. Al massimo, semplicemente non funziona.
L'ayurveda (in sanscrito: ????????) è la medicina tradizionale utilizzata in India fin dal IV millennio a.C., diffusa ancora oggi nel sub-continente più della medicina occidentale. Ayurveda è una parola composta da ayu, vita e veda conoscenza, traducibile quindi come scienza della vita. Viene citata per la prima volta nel Charaka Samhita, un trattato di 500 principi medicinali compilato intorno al 1000 a.C. durante il regno dell'imperatore buddhista Kanishka
È attualmente annoverata dall'Unione Europea e dalla maggior parte degli Stati membri tra le medicine non convenzionali la cui erogazione è consentita da parte di medici qualificati.
Antico e complesso sistema, si è sviluppato nella sua forma attuale attraverso millenni di ricerche e sforzi innovativi. L'ayurveda si occupa da tutti i punti di vista del benessere dell'uomo, nel suo aspetto fisico, psichico e spirituale e si occupa delle patologie tanto quanto dello stato di salute normale. Lo scopo è quello di aiutare i malati a curarsi, e le persone sane a mantenere il proprio benessere e prevenire le malattie.
I principi medicinali utilizzati sono, in genere, minerali, metalli purificati ed erbe, in forma di polveri, pastiglie, infusi etc. La maggior parte è di natura fitoterapica, come l'Amalaki (emblica officinalis), il Trikatu, un composto di tre erbe, zenzero, pepe e pippali (piper longum), Haridra (curcuma), Brahmi (centella asiatica), Tulsi (basilico sacro), Erand (ricinis communis), Guduchi (tinospora cordifolia), Kumari (aloe), Gokshur (tributis terrestris). Ogni medicinale ha una specifica modalità di utilizzo, perché agisca alla sua massima efficacia.
Alle diverse sostanze da assumere, l'ayurveda affianca esercizi di respirazione profonda, differenti secondo lo stato di salute.
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[modifica] La leggenda
Secondo la mitologia indiana l'ayurveda è un dono proveniente dal dio Brahma, il creatore di tutte le cose. Fu Indra, il re degli dei, a ricevere il dono e a trasmetterlo, attraverso generazioni di discepoli, agli esseri umani.
[modifica] I dosha
Nella cultura indiana, per denominare gli stati fisici e mentali di un individuo, si ricorre spesso a metafore provenienti dagli elementi primari. Ogni individuo sarebbe quindi composto di tre principali dosha (energie vitali) in proporzioni diverse: vata, pitta e kapha che determinano i diversi stati di salute. In particolare:
Vata
è aria e spazio, corrisponde ai movimenti della mente e del corpo, alla respirazione e si caratterizza come leggero, veloce e secco.
Pitta
è fuoco e acqua, e corrisponde al metabolismo digestivo e all'attività intellettuale.
Kapha
è acqua e terra, e corrisponde alla massa corporea, alla lubrificazione degli arti, e si caratterizza con aggettivi come lentezza, calma e pazienza.
I dosha consentono di classificare le tendenze psico-fisiche presenti nel corpo e le disfunzioni che ne possono derivare. Secondo l'ayurveda le patologie nascono quando si vengono a creare degli squilibri nei dosha; l'individuazione degli squilibri in un dosha, corrispondente alla diagnosi, conducono a trovare i rimedi per ristabilirne lo stato di equilibrio e quindi la guarigione.
Il riequilibrio di un dosha si ottiene attraverso cambiamenti nello stile di vita, una dieta appropriata, la qualità del sonno, erbe, olii, massaggi, colori, pietre particolari e pratica dello yoga.
Le terapie alternative corporee sono metodi che usano prevalentemente il corpo come diretto interlocutore. Ci sono dei metodi più attivi (il cliente fa, il terapista/insegnante/animatore istruisce) e dei metodi più passivi (il terapista manipola, il cliente dorme) e tutte le sfumature relative tra i due sistemi. Viene qui adottata questa distinzione per raggruppare il capitolo.
Un altro criterio di distinzione è lo scopo del metodo: un metodo corporeo (esercizio, tatto) puo' avere scopi nettamente fisiologici ed è una disciplina di medicina manuale oppure prevalentemente psichici, relazionali o sociali ed è classificata una disciplina psicoterapica.
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È indiscusso che elementi sociali, relazionali ed emotivi trovino la loro espressione anche in elementi nettamente fisici (mimica, gestualità, movimento, postura, portamento) ma è meno noto che il lavoro sul corpo fisico e fisiologico influisca sullo stato psichico ed emotivo e conseguentemente sul comportamento relazionale e sociale.
Il terapista, usando qualsiasi metodo, può stimolare o smorzare, tramite il tatto, il dolore, le emozioni oppure i giudizi. Certi metodi mettono più in evidenza l'uno o l'altro aspetto.
Indice [nascondi]
1 Metodi attivi di lavoro corporeo
2 Massaggi e riflessologie (lavoro corporeo manuale)
3 Voci correlate
4 Collegamenti esterni
[modifica] Metodi attivi di lavoro corporeo
Ci sono diversi tipi di metodi attivi :
alcuni si basano su degli esercizi corporei di tipo generico, presentati da un animatore, insegnante o terapista in un gruppo, spesso combinati con metodi verbali e sociali, talvolta fino al punto che l'esercizio serve da veicolo per dinamiche di gruppo e diventa "sociopsicosomatico":
altri sono più specifici; scelte, proposte presentate da un insegnante o un terapista in base a disturbi individuali, spesso combinate con metodi verbali e relazionali in modo che il metodo diventi "relazionalpsicosomatico"
esistono poi libri, cassette e videocassette con esercizi che non fa mai nessuno (ma almeno c'era la buona intenzione).
Le tecniche di lavoro corporeo attivo più usate sono:
Tecniche di respirazione: Metodi generali (vedi => "aria e terapie respiratorie"). Molti metodi attivi di lavoro sul corpo usano delle tecniche respiratorie specifiche come parte integrante degli esercizi e/o del lavoro;
Tecniche distensive: oltre alle tecniche specifiche esistono numerosi metodi che usano la distensione, come per es. molte forme meditative;
Training autogeno: tecnica di autodistensione che si basa sull'auto-suggestione della respirazione allo scopo di sciogliere tensioni muscolari e psichiche nonché disturbi neurovegetativi;
Dinamica Mentale Base: insieme di tecniche alfageniche mirate a controllare a proprio vantaggio il funzionamento della mente nei suoi collegamenti con il corpo, importate dagli USA all'inizio degli anni '70 e rielaborate a fini non terapeutici da Marcello Bonazzola. reiki, massaggio ayurvedico, formazione leadership, riflessologia plantare, training autogeno, floriterapia
Distensione muscolare (di Jacobson): tecnica di autodistensione basata su esercizi/ autosuggestione per sciogliere tensioni muscolari e psichiche nonché disturbi neurovegetativ;
Tecnica Alexander: attore australiano dell'inizio del secolo, il quale, a causa di un proprio disturbo di recitazione, fece una serie di scoperte riguardanti da una parte il nesso tra intenzione e volontà e dall'altra il funzionamento dell'apparato motorio, di respirazione e vocale.
Alexander ha sviluppato in seguito un programma di esercizi e comportamenti mirando all'uso economico dell'organismo.
L'insegnante della tecnica "Alexander" osserva il comportamento del suo cliente per fargli notare certe attitudini non economiche. Lo aiuta eventualmente a guidare e correggere dei movimenti e portamenti errati e gli insegna, controllandoli, degli esercizi specifici, allo scopo di migliorare il funzionamento dell'organismo e assistere all'autoguarigione di disturbi di vario tipo;
Euritmia: arte del movimento, basata sulle indicazioni di Rudolf Steiner (antroposofia) permette di rendere visibile tramite il movimento del corpo l'interiore esperienza spirituale, nel rispetto e nella continua scoperta delle leggi che reggono l'universo linguistico e musicale dell'umanità;
Esercizi Feldenkrais: vedi "massaggi Feldenkrais". Spesso vengono usati gli esercizi della sua tecnica come insegnamento in gruppo o individuale, senza usare il tatto;
Bioenergetica (di A. Lowen): Alexander Lowen, allievo di Wilhelm Reich, ha sviluppato un sistema di esercizi che attivano una serie di processi corporei elementari allo scopo di liberare le emozioni e con esse dei "blocchi energetici" inconsci, senza doverli portare a livello cosciente. L'insegnante o il terapista insegna al gruppo quegli esercizi di tipo sociale, all'individuo quelli più specifici di tipo relazionale e individuale. Il metodo è spesso integrato in altre forme psicoterapeutiche;
Psicoterapia organismica di Malcom Brown
Body Therapy di George Downing
Biosintesi (di Boadella): insegnamento, esercizi e tecnica di gruppo o individuale, dedotti dalle opere di W. Reich;
Fonte: Boadella David: Biosintesi. L'integrazione terapeutica di azione, sentimento e pensiero; Astrolabio 1987
Biosistemica di Jerome Liss
Training dell'occhio: esercizi per riabilitare la muscolatura e il metabolismo dell'occhio, allo scopo di migliorare la vista;
Esercizi Zilgrei: Greissing e Zillo, terapisti italiani, hanno sviluppato nel 1978 un programma di esercizi di portamento e movimento, combinati con una tecnica respiratoria per riequilibrare la struttura corporea allo scopo di curare prevalentemente malattie e disturbi dell'apparato motorio.
Fonte: Greissing Hans, Zillo Monti: Zilgrei, il metodo per eliminare subito il dolore; Mondadori 1999
[modifica] Massaggi e riflessologie (lavoro corporeo manuale)
Originalmente si tratta di tecniche di artigiani si si curavano a vicenda le piccole "storte di mestiere". Oggi ci sono diversi tipi di metodi passivi di lavoro corporeo:
una serie si basa su riflessi di diverso tipo (neurologici, vasomotori, "energetici", "informatori", motori o di tipo occulto)
un altro gruppo si basa più direttamente sulle strutture corporee, sia in modo dettagliato, sia in modo integrativo o in entrambi.
In pratica è difficile distinguere le tecniche secondo questi criteri, perché nel lavoro corporeo si tocca sempre la pelle e non si puo' sapere quale effetto sul tessuto sottostante sia meccanico e quale riflessivo.
Con riflessivo si intende l'effetto su zone collegate tramite tessuto connettivo, vasi sanguini o linfatici e nervi con organi interni, allo scopo di influenzare il funzionamento di questi organi. L'idea del nesso delle zone cutanee con gli organi interni esiste da millenni.
Attualmente si usano tante teorie per giustificare il fatto. Anche diverse terapie non manuali si basano su questo principio riflessivo: agopuntura, agopressione, neuralterapia, TENS, diverse terapie che usano il caldo e il freddo e persino delle tecniche deviative e di smaltimento sono interpretabili come "riflessive".
Massaggio cinese: basato strettamente sull'intero sistema di medicina tradizionale cinese, usa diversi tocchi e strisci per scopi terapeutici precisi. In Europa è poco divulgato vista la difficoltà culturale ad assimilare i concetti medici cinesi e la necessaria virtuosità tecnica nel tatto;
Massaggio ayurvedico: diverse tecniche provenienti dalla medicina ayurvedica: terapia di drenaggio, terapia nutritiva, quest'ultima differenziata in "terapia assimilativa", "terapia con gli olii" e "terapia astringente";
Agopressione, Jin Shin Do, Zero Balancing: dedotta dal Do-In (automassaggio) della medicina tradizionale cinese, combinata con elementi di shiatsu e osteopatici usati come terapia passiva;
Shiatsu: trattamento corporeo giapponese molto diffuso in Europa. Prevalentemente digitopressione combinata con elementi di do-in e stiramenti muscolari;
Osteopatia: Andrew Taylor Still, nel 1874, creava un completo sistema terapeutico con il nucleo di una terapia manuale per ristabilire dei rapporti anatomici alterati allo scopo di ricordare al corpo le sue capacità di riequilibrio e di autoguarigione. La sua opera e quella dei suoi discepoli ha influenzato e in buona parte storicamente creato le seguenti tecniche corporee;
Terapia Craniosacrale (Sutherland, Upledger):
Sutherland, alla fine del secolo scorso, ha scoperto "la pompa e il ritmo" del liquido craniospinale, la sua funzione e i relativi disturbi, e ha sviluppato delle tecniche per usarli terapeuticamente e per normalizzarli allo scopo di curare diversi disturbi prevalentemente di origine traumatica.
Upledger ha riattivato e divulgato queste tecniche, combinandole con tecniche osteopatiche, di agopressione e "processuali". reiki, massaggio ayurvedico, formazione leadership, riflessologia plantare, training autogeno, floriterapia
Oggi la tecnica consiste prevalentemente in tocchi leggeri del cranio, del bacino e della colonna vertebrale (meno gli arti) per allineare la struttura corporea, usando il ritmo "craniospinale" allo scopo di curare diverse malattie e disturbi;
Chiropratica, terapia manuale, chiropratica dolce: movimenti centrati e a scatto per reinserire vertebre e giunture spostate al loro giusto posto allo scopo di diminuire le irritazioni dei nervi, responsabili dei dolori.
La tecnica è documentata in Egitto e Tai lan dia a partire del 4000 a.C.
Alla fine del 1800, Naegeli e Palmer svilupparono nel medesimo tempo e indipendentemente la Chiropratica, tecnica che usa il riaggiustamento delle vertebre sublussate allo scopo di liberare nervi e muscolatura;
Massaggio del tessuto connettivo: massaggio connettivale riflessogeno: Elisabeth Dicke, terapista ed insegnante di ginnastica medica scoprì nel 1929 un nesso tra manipolazioni del tessuto connettivo, della sua nervatura e della reazione di vasi sanguigni. In base a questo e in collaborazione con fisiologi sviluppò un metodo terapeutico per trattare malattie reumatiche ed interne;
Massaggio zonale: Fitzgerald nel 1913 ha postulato due volte cinque zone longitudinali sul corpo umano, dal mignolo della mano al mignolo del piede. Si massaggia una zona allo scopo di raggiungere gli organi ad essa connessi. Eunice Ingham, basandosi su queste ricerche sviluppò il "massaggio riflessogeno del piede", altri terapeuti ne svilupparono su altre parti del corpo;
Massaggio riflessologico del piede, riflessologia: Ingham in base alla teoria zonale ha sviluppato una topografia degli organi sul piede. Marquart ha sviluppato e divulgato il metodo.
Massaggio riflessologico di orecchio, mani: altri terapisti hanno sviluppato topografie zonali per l'orecchio, le mani ed altre regioni;
Linfodrenaggio (di Vodder): Vodder (marito e moglie), massaggiatori danesi in luoghi balneari nella prima metà del nostro secolo, hanno scoperto l'importanza del sistema linfatico per diverse funzioni fisiologiche e hanno sviluppato un massaggio con movimenti dolci, rotanti, ritmati in direzione del deflusso linfatico allo scopo di far defluire del liquido linfatico, nel sistema linfatico/venoso;
Manipolazione viscerale: provenienti da diverse scuole e note sotto molti nomi, sono tecniche di massaggio indiane e cinesi, prevalentemente orientate al "viscerale" (vene, linfa, organi interni) allo scopo di curare diverse malattie e disturbi;
Vegetoterapia (di W. Reich): il medico viennese e allievo di Freud, W. Reich, ha scoperto e pubblicato all'inizio di questo secolo delle connessioni specifiche tra tocchi (tatto) ed emozioni e le usava per scopi psicoterapeutici. Nella sua forma originale la terapia viene usata raramente (perché descritta in modo casistico su poche pagine della sua grandissima opera), ma è stata la madre di tutte le psicoterapie orientate verso il lavoro sul corpo. Dato che Reich era originale, fertilissimo e combattivo nella proposta di modelli, concetti, terapie ed ideologie alternative che creavano controversie accese di ogni tipo.aratamente o no, si riconosce il suo "zampino" (e caricature di esso) in tante terapie alternative odierne. Con "riflesso", nel caso della terapia di Reich si intende che il tocco può provocare a certe condizioni dei "richiami" di emozioni rimosse;
Massaggio polarity (di Randolph Stone): il viennese/americano laureato in medicina, osteopatia, chiropratica e naturopatia Randolph Stone nella prima metà di questo secolo ha scoperto una serie di tocchi, strisci e movimenti utili a "liberare organi", allineare strutture osteomuscolari ed altro, allo scopo di curare diverse malattie e disturbi. Interpreta i suoi tocchi usando dei modelli indiani di chakras, modelli antichi e di magia medioevale, di polarità energetiche nonché proprie scoperte come riequilibrio di mancanti o esagerati potenziali energetici in diverse zone del corpo;
Osho Rebalancing. Nato a Poona (India)alla fine degli anni '70, dalla confluenza di terapisti di diversa formazione, sotto la guida di Osho, Maestro e mistico illuminato.L'Osho Rebalancing è copyright dell'Academy of Healing Arts di Poona (India) e gli insegnanti italiani, Trainer, riconosciuti dall'Accademia sono Shuny R.Deretta, autore del libro "Un modo di Toccare e di essere Toccati Profondamente..." Ed.Re Nudo e Unmila Malfatti.
L'Osho Rebalancing usa una particolare lettura del corpo, il massaggio profondo del tessuto connettivo, il Joint Release (lavoro sulle articolazioni), tecniche di respirazione e di bioenergetica, per portare consapevolezza corporea, consapevolezza dei movimenti, delle proprie emozioni e della loro espressione.
Rolfing, integrazione strutturale (di I. Rolf): Ida Rolf, biologa americana, ha scoperto nella prima metà del nostro secolo la funzione e l'importanza del tessuto connettivo (che contiene e dà forma al sistema muscolare sano) e ha sviluppato un metodo di "integrazione strutturale" dell'organismo, in ven tan do delle tecniche manuali di manipolazione del tessuto connettivo per allineare strutture e per reinstaurare nell'organismo dei movimenti "naturali" allo scopo di curare diversi disturbi e malattie prevalentemente motorie;
Massaggio Feldenkrais: il fisico/cibernetico americano e discepolo delle arti marziali orientali Moshe Feldenkrais, nella prima metà di questo secolo, ha scoperto dei meccanismi di regolazione neuromuscolari sorprendenti. In base a ciò ha sviluppato prima una tecnica di tocchi/movimenti per reintegrare nell'organismo una motricità naturale e poi numerosi esercizi dolci di movimento e statici dolci per l'insegnamento al singolo o a gruppi, che aiutino a curare dei disturbi del sistema motorio, numerose malattie e disturbi fisiologici;
Manipolazione della Fascia di Luigi Stecco: manipolazione del tessuto connettivo (Fascia Corporis), mirato al riequilibrio tensionale che gestisce il movimento e la coordinazione motoria fisiologica. Tramite questa metodica si possono gestire i dolori dell'apparato muscolo-scheletrico, e numerose disfunzioni viscerali;
Integrazione posturale (di J. Painter): influenzato dal rolfing e da varie altre terapie, il filosofo americano Jack Painter ha sviluppato negli ultimi trent'anni un metodo di contatto e movimento per reintegrare la postura, allo scopo di migliorare la condizione psicofisica della persona;
Cinestesia, cinesiologia applicata, touch for health: negli anni '60 Goodheart, un chiropratico, scoprì legami riflessologici tra vertebre, nervi, muscoli da una parte e sistemi neurolinfatici, neurovascolari, nervi periferici, liquido cerebrospinale e "meridiani" dell'agopuntura cinese dall'altra. In base a ciò furono sviluppate tecniche diagnostiche e terapeutiche usando e reintegrando diverse altre tecniche come la "polarity" (nel "Touch for Health"), la digipressione cinese e giapponese, l'osteopatia, il cranio sacrale e la chiropratica;
Chi Nei Tsang: divulgato da Mantak Chia, basato su tecniche di massaggio indiane e cinesi, prevalentemente orientato al "viscerale" (vene, linfa, organi interni) allo scopo di curare diverse malattie e disturbi;
Approccio Trager: l'Approccio Trager è una disciplina di educazione al movimento che punta all'integrazione della mente e del corpo. Grazie all'impiego di movimenti leggeri e per nulla invasivi, aiuta a sciogliere tensioni fisiche e mentali radicate, portando ad una sensazione di rilassamento e incrementando la mobilità del corpo. Senza l'utilizzo di oli o lozioni, nel corso della seduta, l'educatore muove il ricevente con dolcezza e armonia, risvegliando sensazioni di profondo benessere, di leggerezza e di distensione;
Massaggio Alta Major: tecnica di massaggio dolce della comunità Alta Major che combina diverse tecniche di provenienza orientale ed occidentale, spesso abbinato ad elementi dietetici e rimedi non specifici;
Massaggio Esalen: tecnica di massaggio dolce della comunità Esalen che combina diverse tecniche di provenienza orientale ed occidentale, spesso abbinata ad elementi dietetici e rimedi non specifici;
Massaggio orto-bionomico (Ortho-Bionomy): massaggio combinato con punti di agopuntura (prevalentemente della spina dorsale) per riequilibrarla in combinazione con regole dietetiche e rimedi non specifici;
Vitalogia (di Huggler), Vitalpratica (di Vuille): massaggio combinato, prevalentemente della spina dorsale, con punti di agopuntura e aggeggi speciali per riequilibrarla;
Vitaflex: pressione digitale su punti di riflesso, di tradizione tibetana, spesso combinata con una cura a base di succo di limone e/o di terapia di luce colorata;
Atlasologia: massaggio combinato con punti di agopuntura prevalentemente della spina dorsale alta (occipite, atlas, axis) per riequilibrarla;
Equilibrio base spina dorsale: massaggio combinato prevalentemente della base della spina dorsale (coccige, osso sacro, lombali) con punti di agopuntura e aggeggi speciali per riequilibrarla;
Massaggio del periostio: si massaggiano zone del periostio vicino all'epidermide (tibia, radius, ulna, cranio) stimolando l'innervazione, con lo scopo di raggiungere altri organi a loro connessi;
Massaggio del colon: si massaggia la zona del colon stimolando innervazione, vasi e condotti linfatici con lo scopo di raggiungere altri organi a loro connessi;
Manipolazione delle zone (di Head): zone empiricamente trovate da Head, che indicano disturbi di organi interni. Si massaggia dolcemente le zone dolorose allo scopo di riequilibrare la funzione dell'organo disturbato;
Manipolazione di dermatomi: zone cutanee innervate di determinate vertebre. Si tratta il dermatomo allo scopo di raggiungere altri organi innervati dalla stessa vertebra;
Manipolazione di "trigger points": usa dei nessi empiricamente osservati tra muscoli dolorosi e punti che rinforzano il dolore (trigger point). Si stimola la zona di dolore, anestetizzando/calmando il trigger point allo scopo di far sparire il dolore;
Massaggio psicozonale: Massaggio di una zona che provoca "processi" a fini prevalentemente psicoterapeutici.
Kinesiopatia: sistema terapeutico e diagnostico basato sul riequilibrio somatoemotivo del corpo. L'integrazione delle conoscenze kinesiologiche e di craniosacrale, viene completata dalla stimolazione delle componenti propiocettive nuero-mio-fasciali.
[modifica] Voci correlate
Medicina
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Medicina alternativa contemporanea
Medicina araba
Medicina tradizionale cinese
Medicina tradizionale cinese e Kung fu
Medicina tradizionale cinese e agopuntura
Medicina tradizionale cinese e Tai Chi Chuan
Medicina tradizionale cinese e Ki
Medicina tradizionale cinese e meridiani
Medicina tradizionale cinese e ricerca scientifica
Tecniche di medicina tradizionale cinese
Medicine alternative storiche, etiche, popolari
Medicina popolare (medioeuropea contemporanea)
Terapia
Terapie alternative etniche
Terapie alternative generali
Terapie di medicina tradizionale cinese
Terapie alternative induiste buddhiste
Terapie alternative tradizionali europee
Terapie alternative strumentali
Terapie alternative di risonanza, energetiche e informatiche
Terapie alternative ambientali
Terapie alternative psicosociali / psicosomatiche
Terapie alternative magiche, religiose, spirituali
Diagnosi
Diagnostiche alternative
Concezione dei processi psichici per la quale essi sono riducibili a riflessi, cioè a processi puramente fisologici ed elementari. Nata e sviluppata in Russia dal lavoro di Secenov, Bechterev e soprattutto Pavlov, e quindi dalla scuola pavloviana. Ebbe la prima formulazione da Ivan M. Secenov (1829-1905) che suppose che per spiegare i processi più complessi intervenisse l'attività di centri nervosi superiori localizzati nel cervello.
Gli studi di fisiologia dell'epoca si concentravano sull' arco riflesso per spiegare i processi semplici. Sia nei processi complessi che semplici il meccanismo di base era sempre lo stesso: stimolo - centro nervoso - reazione. Secenov distinse un "riflesso spinale" per i meccanismi semplici e un "riflesso cerebrale" per quelli complessi. La psicologia ha il ruolo di studiare l'analisi dei contenuti dell'attività psichica. I contenuti vengono acquisiti durante lo sviluppo ontogenetico e quindi sono legati all'ambiente in cui l'individuo cresce. Ma il meccanismo di interazione con l'ambiente è basato sui rilessi, oggetto di ricerca della fisiologia.
La corrente riflessologica vera e propria parte con Vladimir M. Bechterev (1857-1927), il cui intento era di fondare una psicologia oggettiva e sperimentale, priva di riferimenti spiritualistici e introspettivi. L'oggetto di indagine erano i riflessi. La sua concezione riflessologica è generale e unitaria di tutti i fenomeni fisiologici, psicologici e sociali. Nello studio dei rilessi (da lui denominati associativi) aveva privilegiato quelli motori a differenza di Pavlov (attività riflessa vegetativa)
La concezione sistematica più importante delle basi fisiologiche del comportamente fu elaborata da Ivan Pavlov (1849-1936).
La successiva teoria pavloviana si estese ai comportamenti umani, in particolare allo studio dei riflessi condizionati verbali. Già Pavlov aveva distinto due sistemi di segnalazione: gli stimoli classici (comuni a uomini e animali) e quelli verbali (solo per gli uomini) usati per segnalare le variazioni dell'ambiente e regolare il comportamento. Un altro tema della scuola pavloviana fu il condizionamento interocettivo, basato sull'azione degli stimoli sulle mucose degli organi interni. Kostantin M. Bykov (1886-1959) espose sistematicamente questo concetto.
Il Training autogeno è una tecnica di rilassamento.
Nasce all'inizio del 1900 con gli studi di sull’ipnosi di Bernheim e Charcot in Francia. Fu sviluppato in seguito negli anni '30, da J. Schultz, psichiatra tedesco con lo scopo di rendere i propri pazienti indipendenti dal terapeuta per sviluppare il proprio benessere. Il termine training significa esercizio; infatti è solo esercitandosi che si riescono a raggiungere il vero rilassamento corporeo. Il termine autogeno indica, invece, come i cambiamenti psichici provengano dai praticanti e non sono generati da un'operatore (psicologo/psicoterapeuta/medico), se non nella fase iniziale di apprendimento della tecnica. La pratica del training autogeno quindi ha come finalità l'eliminazione dello stress, dell'ansia, scaricare la tensione e il recupero delle energie. Questa tecnica è indicata per atleti e sportivi in genere in quanto favorisce il recupero di energie permettendo una migliore gestione delle proprie risorse, migliora la concentrazione e contribuisce al conseguimento di alte prestazioni. Il Training Autogeno è utile inoltre nella cura di ansia, insonnia, emicrania, asma, ipertensione, attacchi di panico.
[modifica] Esercizi
Gli esercizi si attuano in 3 posizioni: posizione sdraiata, in poltrona e del cocchiere a cassetta. Molto importante risulta anche la respirazione, la quale deve funzionare in maniera progressivamente più automatica e quindi meno controllata. Il paziente dovrà approfittare del fatto che il momento di espirazione produce, rispetto alla fase di insprazione, un maggiore rilassamento.
reiki, massaggio ayurvedico, formazione leadership, riflessologia plantare, training autogeno, floriterapia
Gli esercizi si dividono in due fondamentali:
esercizio della pesantezza: produce uno stato di rilassamento muscolare, ovvero di rilassamento dei muscoli striati e lisci;
esercizio del calore: produce una vasodilatazione periferica con conseguente aumento del flusso sanguigno.
E alcuni complementari:
esercizio del cuore: produce un miglioramento della funzione cardiovascolare;
esercizio del respiro: produce un miglioramento della funzione respiratoria;
esercizio del plesso solare: produce un aumento del flusso sanguigno in tutti gli organi interni;
esercizio della fronte fresca: può favorire l’eliminazione di eventuali mal di testa, perché produce un leggera vasocostrizione nella regione encefalica.
Questi esercizi vanno eseguiti nell'ordine elencato e non iniziando a caso.
Secondo il pensiero di Bach, la floriterapia deve essere semplice e accessibile a tutti, in quanto tutti potrebbero sviluppare la sensibilità necessaria per effettuare da soli l’auto-diagnosi e l’auto-pratica. Inoltre la cura dovrebbe, secondo Bach, avere carattere preventivo ed essere senza effetti collaterali.
Alla base della floriterapia di Bach è il principio secondo il quale nella cura di una persona, devono essere prese in considerazione principalmente la prevenzione e la conoscenza dei disturbi psicologici, i quali determinerebbero i sintomi fisici. Il singolo fiore curerebbe il disturbo psicologico che ha causato o potrebbe causare un certo malessere fisico. Dietro ogni disturbo fisico ci sarebbe quello che viene chiamato "fiume di energia", originato a livello psicologico (come nel caso della rabbia, che viene scaricata in modi e zone del corpo differenti); pertanto, ad ogni disturbo psicosomatico, provocato dallo sfogo dell’energia, corrisponderebbe, a monte, un ben preciso disturbo dell'anima.
Sulla base di tali principi sono stati distinti 38 "tipi comportamentali" di base, ai quali corrisponderebbero 37 fiori e un’acqua di fonte, la cui energia sarebbe in grado di curare l’organismo per riportarlo in armonia; in tal modo i sintomi tenderebbero a regredire.
I rimedi floreali scoperti da Bach rilascerebbero infatti nell’acqua, se opportunamente trattati, la loro "energia" o "memoria". Bach consigliava di cogliere i fiori al massimo della fioritura e nelle prime ore del mattino di un giorno assolato; il fiore, che non doveva essere intaccato da alcunché, veniva deposto in una ciotola d’acqua pura e veniva trattato secondo uno dei due metodi riportati nelle opere del medico gallese.
Il concetto "memoria dell'acqua" non è mai stato dimostrato sperimentalmente e non è riconosciuto dalla scienza.
Indice [nascondi]
1 I 38 fiori di Bach
2 Suddivisione secondo gli stati d'animo
3 Rescue Remedy
4 Preparazione
5 Commercializzazione e uso
6 Collegamenti esterni
[modifica] I 38 fiori di Bach
I primissimi fiori scoperti da Bach furono i cosiddetti "12 Guaritori", che il medico gallese iniziò prontamente a sperimentare sui suoi pazienti; gli altri 26 vennero scoperti poco tempo dopo: Bach si spense il giorno dopo aver scoperto il trentottesimo rimedio floreale e averlo sistematizzato accanto agli altri. Le spiegazioni qui di seguito sono solamente una rapida sintesi del significato completo del fiore, che si può trovare nel link in fondo alla pagina.
La classificazione comprende:
I "12 guaritori":
Agrimony (Agrimonia), per chi nasconde ansia e tormento dietro gaiezza e cortesia;
Centaury (Centaurea minore), per chi, debole e ansioso di piacere, viene sfruttato dagli altri;
Chicory (Cicoria), per chi è possessivo e si ricatta gli altri perché stiano con lui;
Rock Rose (Eliantemo), per chi è preso da grande paura e panico;
Gentiam (Genzianella autunnale), per chi si abbandona al pessimismo, si scoraggia e si deprime per motivi sconosciuti.
Mimulus (Mimolo giallo), per chi ha paura delle cose del mondo;
Impatiens (Balsamina), per chi è impaziente e non sopporta interferenze nel suo ritmo;
Cerato (Piombaggine), per chi non ha fiducia in sé e chiede continuamente consiglio;
Scleranthus (Fiorsecco, Scleranto o Centigrani), per chi è indeciso tra due vie e si abbandona all'insicurezza;
Vervain (Verbena), per chi si lascia trasportare troppo dall'entusiasmo e dal fanatismo;
Water Violet (Violetta d'acqua), per chi è orgoglioso e ama stare da solo;
Clematis (Vitalba), per chi sogna ad occhi aperti, è indefferente alla vita e fugge dalla realtà.
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I "7 aiuti":
Rock Water (acqua di roccia), per chi si autoreprime e finge rigidità morale per essere d'esempio;
Wild Oat (Forasacco o Avena selvatica), per chi è scontento o insicuro sul ruolo da svolgere nella vita;
Heather (Brugo o Erica), per chi odia la solitudine e attacca bottone usando gli altri;
Gorse (Ginestrone), per chi prova grande disperazione e si sente senza speranza;
Olive (Olivo), per chi è completamente esausto a causa dello stress o della fatica mentale;
Oak (Quercia), per chi lotta contro le difficoltà ma senza la speranza di farcela;
Vine (Vite), per chi prova desiderio e ambizione di dominare inflessibilmente sugli altri.
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I "19 assistenti":
Holly (Agrifoglio), per chi ha sfiducia nel prossimo, prova invidia e odio;
Honeysuckle (Caprifoglio), per chi si rifugia nella nostalgia del passato, ricordando solo le cose belle;
Hornbeam (Carpino bianco), per chi si sente stanco, debole, e dubita delle sue capacità di fronte ad un problema;
White Chestnut (Ippocastano bianco), per chi ha pensieri e preoccupazioni costanti e indesiderati;
Sweet Chestnut (Castagno dolce), per chi prova un'angoscia estrema, una disperazione con coraggio, però, che non tende al suicidio;
Red Chestnut (Ippocastano rosso), per chi prova apprensione per gli altri e si aspetta sempre il peggio;
Beech (Faggio), per chi è intollerante, polemico e arrogante;
Chestnut Bud (Gemma di Ippocastano bianco), per chi ripete sempre gli stessi errori e non vuole crescere;
Larch (Larice), per chi ha paura di fallire ed è affetto da complessi di inferiorità;
Crab Apple (Melo selvatico), per chi si sente sporco, nel corpo o nella mente;
Cherry Plum (Prugno), per chi ha paura di perdere la ragione;
Walnut (Noce), per chi deve affrontare grandi cambiamenti (es. pubertà, menopausa, vecchiaia);
Elm (Olmo inglese), per chi si sente momentaneamente sommerso di responsabilità;
Pine (Pino silvestre), per chi tende a caricare su di sé anche le colpe altrui;
Aspen (Pioppo), per chi ha paura di cose vaghe, indistinte, e senza motivo;
Wild Rose (Rosa canina), per chi si abbandona alla rassegnazione e all'apatia;
Willow (Salice giallo), per chi prova amarezza e risentimento;
Mustard (Senape selvatica), per chi è ammalato di depressione, anche passeggera;
Star of Bethlehem (Latte di gallina), per chi ha provato ogni tipo di shock o dolore fisico, mentale ed emotivo.
[modifica] Suddivisione secondo gli stati d'animo
Per la paura: Rock Rose, Mimolus, Cherry Plum, Aspen, Red Chestnut.
Per l'incertezza: Cerato, Scleranthus, Genziam, Gorse, Hornbeam,Wild Oat.
Per lo scarso interesse verso le circostanze attuali: Clematis, Honeysuckle, Wild Rose, Olive, White Chestnut, Mustard, Chestnut Bud.
Per la solitudine: Water Violet, Impatiens, Heater.
Per l'ipersensibilità alle influenze e alle idee: Agrimony, Centaury, Walnut, Holly.
Per l'avvilimento e la disperazione: Larch, Pine, Elm, Sweet Chestnut, Star of Betlehem, Willow, Oak, Crab Apple.
Per l'eccessiva preoccupazione del benessere altrui: Cicory, Vervein, Vine, Beech, Rock Rose.
[modifica] Rescue Remedy
Il rimedio di emergenza, chiamato Rescue Remedy, inoltre, è una miscela di cinque fiori, che sarebbe utile in occasioni di fortissimi stress psico-fisici, esperienze forti, situazioni di improvvisa e grande tensione, crisi di consapevolezza o di panico. Oltre che per bocca, questo rimedio può essere applicato (in caso di svenimenti, ad esempio) anche sulle tempie o sui polsi. Consiste in una miscela di:
Star of Betlehem, contro lo shock improvviso;
Rock Rose, contro il panico o il terrore;
Impatiens, per riportare la calma;
Clematis, contro la tendenza a cedere, la sensazione di allontanamento appena prima di svenire;
Cherry Plum, contro la paura di perdere il controllo, di andar fuori di testa.
Al Rescue Remedy tradizionale si possono aggiungere, all'occasione, alcuni fiori. Per esempio:
Helm, quando il fisico non si riprende (svenimenti);
Walnut, per adattarsi a situazioni che mettono a disagio ma nelle quali bisogna stare per forza;
Sweet Chestnut, in caso di un lutto, di una perdita;
Scleranthus (e Walnut), per chi ha problemi con i viaggi in generale (paura di volare, mal d'auto ecc..)
[modifica] Preparazione
Preparare i fiori di Bach è relativamente semplice, e il metodo con cui oggi si estraggono le essenze dai fiori è ancora quello tramandato da Bach stesso.
Ci sono due metodi che Bach scelse nella preparazione dei suoi rimedi. Quello del sole e quello della bollitura. I dodici guaritori e i sette aiuti si preparano col primo sistema, mentre i diciannove assistenti con il secondo.
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Il primo metodo, quello del sole è molto semplice. Intanto è necessario lavorare in una giornata calda e soleggiata, ovviamente nel periodo di fioritura della pianta che vi interessa. I fiori vanno raccolti sul posto, senza essere toccati con le mani, e non devono essere bagnati dalla rugiada. Recidendoli con delle forbici, si fanno cadere i boccioli in un recipiente di vetro fine da 300 ml, riempito di acqua pura, avendo cura di non immergerli completamente, ma solo per metà, e di coprire con essi la superficie della bacinella. Quindi si lasciano marcire al sole per 5/6 ore (in Italia, dove il sole è più caldo rispetto al Galles, ne bastano 4); in questo modo il sole trasferirebbe la vibrazione propria del fiore all'acqua sottostante. Terminato tale periodo, si filtra l'acqua colorata dai fiori con un filtro di carta in una bottiglia da 1 l., e si allunga con una pari dose di cognac (o brandy). Questo composto è chiamato tintura madre dei Fiori di Bach. Per quanto riguarda Rock Water, il procedimento è un po' differente. Trattandosi infatti di semplice acqua di una fonte rocciosa, basta raccogliere quest'acqua nel solito contenitore (senza toccarla con le mani), lasciarla per quattro ore al sole e poi allungarla con il cognac, come prima descritto.
Il secondo metodo, invece, è più veloce. Raccolti i fiori con la stessa metodologia, si portano a casa, dove dovranno essere posti in una pentola di metallo porcellanato, all'incirca nella stessa quantità del primo metodo ma con più acqua, 1,5 l. Lasciati bollire sul fornello a gas per circa 30 minuti, si lascerà raffreddare la tintura così ottenuta, aggiungendo poi all'acqua filtrata lo stesso quantitativo di cognac o brandy.
[modifica] Commercializzazione e uso
In commercio solitamente si trovano le boccette con la tintura madre del fiore da 7,5ml, 10ml o 20ml. A partire da queste si otterrà la bottiglia da assumere quotidianamente.
Per farlo basta prendere una boccetta da 30ml (preferibilmente dotata di contagocce) che si riempirà per due terzi di acqua e per un terzo di brandy, cognac o aceto di mele (sostanze che hanno la funzione di conservare e di stabilizzare la diluizione). A questo preparato si andranno ad aggiungere due gocce per ogni fiore che si desidera utilizzare. Bach sconsigliava di andare oltre i sette fiori per boccetta, ma esistono anche terapisti che prescrivono quantità più ingenti, fino ad un massimo di dodici fiori per diluizione.
Si assumeranno quotidianamente quattro gocce, in quattro momenti della giornata: quattro gocce al mattino a stomaco vuoto, quattro a metà mattina (almeno mezz'ora prima del pranzo), quattro nel pomeriggio e quattro prima di coricarsi. Non è necessario che gli orari siano sempre gli stessi, anche se quest'ultima ipotesi è consigliata (soprattutto per quanto riguarda la prima e l'ultima assunzione). I fiori possono essere tenuti sotto la lingua qualche secondo oppure deglutiti direttamente; non contenendo, infatti, alcun principio attivo chimico, non è necessario che il fiore entri nella circolazione sanguigna per essere efficace.
I fiori, sia le tinture che le diluizioni, vanno tenuti assolutamente lontani almeno un metro da fonti di campi elettromagnetici e microonde, anche se spenti (cellulari, computer, forni a microonde, radiosveglie); questo tipo di onde, infatti, disturberebbero la vibrazione propria del fiore, rendendolo inutile.
Maharishi Mahesh Yogi
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Maharishi Mahesh Yogi è un maestro indiano nato nel 1917.
Dopo essersi laureato in matematica e fisica, si dedicò per anni a pratiche yoga e di meditazione. Nel 1958 iniziò a diffondere la "meditazione trascendentale" (transcendental meditation), una tecnica mentale controversa, che secondo alcuni aumenta l'ordine delle onde cerebrali e conseguentemente la chiarezza mentale, riducendo stress ed ansia, mentre secondo altri è solo un'inutile pratica mistica.
Questo tipo di meditazione si basa sulla ripetizione di un mantra ed il suo scopo è il raggiungimento di uno stato di "consapevolezza senza oggetto" o "senza pensieri".In realta' l'obbiettivo è lo stato di "Pura consapevolezza" o "Coscienza Trascendentale". Questo nuovo stato di coscienza e'stato indicato nella ricerca di K.Wallace e R. Benson come differente dai tre normali stati di coscienza: Veglia, Sonno, Sogno. Secondo i suoi sostenitori, questa pratica aumenterebbe la chiarezza mentale e diminuirebbe stress, tensioni ed ansia. Non richiede di aderire ad una particolare filosofia o stile di vita.
Ricerche sulla sua effettiva efficacia sono state condotte fin dal 1970 e pubblicate su Scientific American e varie riviste specialistiche di psicologia e neurologia. Un articolo in italiano è stato pubblicato su Le Scienze nel Maggio del 1972.
Nonostante l'esito positivo di tali ricerche, il prezzo elevato del corso per imparare questa tecnica e certi atteggiamenti settari dell'organizzazione che la diffonde non aiutano a chiarirne i lati controversi. In effetti non ci sono atteggiamenti settari per nulla. Basta riferirsi a quello scritto due paragrafi precedenti per capirlo: "Non richiede di aderire ad una particolare filosofia o stile di vita."
[modifica] Bibliografia
La scienza dell'essere e l'arte di vivere (1963)
Leadership
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Il processo di leadership consiste nell'interazione di coloro che in una struttura di stato occupano la posizione più elevata, altrimenti detti leaders, col resto del gruppo. Una delle caratteristiche fondamentali dei membri di un gruppo di stato elevato è quella di proporre idee e attività nel gruppo utilizzando in questo modo dei mezzi per influenzare i membri del gruppo a modificare il loro comportamento. Ma, dal momento che l'influenza sociale è comunque sempre un processo reciproco, quello che caratterizza i leader è che possono influenzare gli altri nel gruppo più di quanto siano influenzati loro stessi. Per questo motivo nelle più recenti teorie sulla leadership ci propone di ritenere la leadership una relazione, anche perché come afferma Peter Drucker il leader è colui che ha dei seguaci, senza seguaci non ci possono essere leader.
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[modifica] Definizioni
Per il concetto di leadership esistono diverse definizioni qualificabili differentemente in base all’approccio teorico adottato. In base ai diversi significati che i diversi approcci attribuiscono alla figura del leader e a seconda dei parametri presi in considerazione dai ricercatori, si avranno tre categorie di definizioni, ognuna delle quali focalizza l’attenzione su alcuni elementi che ne influenzeranno lo sviluppo di una definizione.
La prima categoria di definizioni è caratterizzata dall’attenzione ai tratti e alle capacità caratteristiche dei leader o alla funzione di conduzione. Questo insieme di definizioni esamina solo le qualità intrinseche del leader, trascurando il contesto.
Il secondo insieme di definizioni focalizza l’attenzione sul controllo, sulla spinta, sulla direzione delle azioni o degli atteggiamenti che un soggetto riesce ad imprimere ad altri soggetti o ad un gruppo, con la più o meno acquiescenza dei seguaci, senza usare la coercizione. Con queste definizioni non si riconosce una categoria speciale di persone che sono leader, ne che particolari azioni o qualità conferiscano la leadership. Si tratta di un complesso di definizioni denominate anche funzionaliste
La terza categoria di definizioni si dedica all’azione di influenza, qualunque essa sia, che determina un cambiamento utile al raggiungimento degli obiettivi del gruppo. Questo terzo significato appare come valutativo: esso sembra sottintendere che una leadership auto-centrata non è leadership autentica e che tutto si debba o si possa comunque ridurre ad un problema di influenzamento, per di più ad una sola via. Si tratta in ogni caso di un tipo di definizione che possiamo qualificare come riduttivisticamente e comportamentisticamente situazionalista.
Bernard Bass nel manuale sulla leadership propone 11 categorie di significati attribuiti alla leadership nel corso dell'ultimo secolo:
Leadership come focus della dinamica di gruppo, il leader viene visto da alcuni autori come protagonista, punto di polarizzazione, centro focale di gruppo. La tendenza che si riscontra in queste prospettive di studio è di considerare il concetto di leadership strettamente legato a quello di struttura e dinamica di gruppo;
leadership come personalità e suoi effetti: questa definizione fa parte della teoria dei tratti secondo la quale si devono ricercare le caratteristiche che rendono alcune persone più capaci di altre nell'esercitare la leadership. Gli studiosi ricercano una definizione che descriva più le caratteristiche che il leader deve possedere per essere tale, piuttosto che una spiegazione del termine leadership;
leadership come l'arte di indurre il consenso. La leadership è definita come l'abilità di manipolare le persone così da ottenerne il meglio con i minimi contrasti e la massima cooperazione attraverso il contatto face-to-face tra leader e subordinati; viene quindi vista come un esercizio di influenza unidirezionale, il gruppo e i suoi membri vengono messi in secondo piano e considerati soggetti passivi;
leadership come esercizio dell'influenza, l'utilizzo del concetto di influenza segna un passo decisivo nell'astrazione del concetto di leadership; gran parte degli studiosi che operarono negli anni '50 utilizzarono definizioni affini. Il concetto di influenza implica una relazione reciproca tra individui, non necessariamente caratterizzata da dominio, controllo o induzione del consenso da parte del leader;
leadership come comportamento, questa definizione, caratteristica dell'Organizational Behavior, emerse nello stesso periodo della precedente; I ricercatori cercarono di spiegare quali fossero gli atti e i comportamenti caratteristici dell'esercizio della leadership, quelli propri di un individuo orientato alle attività di gruppo;
leadership come forma di persuasione: è un tipo di definizione che cerca di rimuovere ogni implicazione alla coercizione, focalizzando invece l'attenzione alla relazione con i seguaci. Più recentemente la strategia persuasiva è stata indicata come una delle modalità di leadership;
leadership come relazione di potere: per spiegare questo tipo di affermazione, gran parte degli studiosi che l'hanno adottata hanno utilizzato due soggetti di riferimento, A e B, simulando tra loro relazioni di potere; se A induce B ad attuare dei comportamenti per raggiungere un comune obiettivo, allora A ha esercitato leadership su B;
leadership come strumento per raggiungere l'obiettivo: quest'idea è comune a molti studiosi che l'hanno inclusa nelle proprie definizioni, ma alcuni più di altri hanno centrato la loro sul raggiungimento dell'obiettivo; Questi studiosi considerano la leadership come forza principale per stimolare, motivare e coordinare coloro che si muovono per raggiungere un obiettivo comune;
leadership come fattore emergente dell'interazione: ciò che differenzia questa affermazione dalle precedenti è il nesso di causalità; in questa si nota che la leadership viene considerata un effetto dell'azione del gruppo e non più un suo elemento formante. La sua importanza sta nell'aver messo in evidenza che la leadership emerge dal processo di interazione tra individui e non avrebbe ragione di esistere senza di esso;
leadership come ruolo di differenziazione: fa parte della teoria dei ruoli secondo la quale ogni individuo interagendo con altre persone o con un gruppo gioca un ruolo, solitamente diverso, dagli altri individui. Diversi autori utilizzano definizioni che vedono nella leadership un attributo che differenzia i membri all'interno di un gruppo;
Leadership come l'iniziazione di una struttura, con questa affermazione si vuole intendere che la funzione di leadership è indispensabile per l'avvio di una struttura e per il suo mantenimento
[modifica] Leadership formale e Leadership informale
E’ necessario porre un’importante distinzione tra due concetti spesso imprecisi nella letteratura sull’argomento: la leadership formale, che viene spesso associata al leader imposto dall’esterno, nella psicologia del lavoro al manager, e la leadership informale, derivante dall’interno del gruppo; tale distinzione corrisponde, al limite, a quella che corre tra leader imposto dall'esterno (il "sergente" della oleografia popolare) e il leader espresso dall'interno del gruppo (il "profeta " o "guru" trascinatore). E’ possibile distinguere, in lingua inglese, la leadership (che viene intesa come capacità di influenzare) dalla headship (“capacità", saper essere a capo di, funzionare da "duce" di qualcosa)
[modifica] Leadership diretta e leadership indiretta
Quando si parla di leadership ci si rende conto che spesso l’influenza scaturita dai grandi leader non deriva dal diretto contatto con esso, ma avviene attraverso alcuni intermediari. È necessario dunque porre una chiara distinzione tra leadership diretta, che comprende le relazioni e le interazioni fra un leader riconosciuto e i suoi immediati collaboratori e la leadership indiretta detta anche leadership ‘a distanza’, che consiste nell’influenza di un leader riconosciuto su persone che non sono subordinate direttamente a lui/lei.
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